Anni ’50: no, grazie!

Ciao Sara, innanzitutto grazie e complimenti per la disponibilità che riservi a tutte noi.
Vorrei affrontare con te una questione che spazia fra look e personalità e mi crea confusione.
Di giorno mi sento una donna rettangolo: amo portare un look che spazia dal rock al bohèmienne, fatto di pantaloni stretti o più baggy e modaioli, con maxi t-shirt o pullover oversize. La sera divento una clessidra: tacchi alti con abiti ricercati e un po’ fascianti, magari osé, ma non volgari. Un po femme fatale.
Problema: sono una pera. Il torace non è strettissimo, di sottoseno avrei una terza. Purtroppo la coppa è solo una a. Vita stretta. Bacino non troppo ampio, con sedere molto sporgente e carnoso, cosce e polpacci torniti.
Altro problema: non tollero lo stile anni 50. Sono una persona fondamentalmente indipendente e disincantata. Ho un carattere gentile ed accomodante ma non dolce né tantomeno materno. Non ho quindi un carattere in linea con quello che lo stile anni 50 trasmette (l’idea della classica casalinga, o della pin up, sono l’antitesi del mio essere e mi fanno venire l’orticaria). Per me va oltre un’idea di look, è una questione di coerenza con la propria personalità, far capire a chi ho di fronte chi sono io veramente.
Ho provato diverse volte a vestirmi con gonne a ruota, e stavo molto bene. Stavo sicuramente meglio che con i vestiti da rettangolo, nei quali il mio punto vita scompare totalmente, e meglio che con gli abiti da clessidra, con cui, se voglio essere credibile, devo provvedere a “doparmi” con un push-up. Ma non ero io. Quanto ho odiato quell’immagine riflessa..
Puoi darmi qualche indicazione o spunto su come posso valorizzare il mio fisico secondo gli stili che più mi piacciono e che ti ho descritto all’inizio? Tenendo anche conto che lavoro all’aperto (ambulante), e di giorno posso contare solo su pantaloni, e che ho 28 anni, quindi il look bon ton o da sciuretta può aspettare (all’infinito,per quello che mi riguarda..)
Ti ringrazio per l’aiuto e spero di averti fatto capire che questa non è una mail di una persona che non ama il proprio fisico (tutto sommato sono abbastanza tonica e di media statura, quasi 1,70). Solo che mi sento come se avessi in dotazione il corpo di un’altra ragazza..
Buon lavoro.
Cristina

Quando ho scoperto di essere una mela a 8, e non una clessidra come mi era stato propinato da amiche e compagne di classe fino al giorno prima (la gente ti vede portare una taglia superiore alla 42 e ti dice subito “prendi spunto da MERILIMMORRO’!” ed è un attimo che sembri un sifone che cerca di strizzarsi il punto vita appesa a una colonna come Rossella O’Hara), ho avuto un attimo di crisi mistica; primo, qualcuno mi aveva detto che le mie gambe e il mio sedere erano magri (magri, ci credereste!?) ed andavano per cui sfoggiati e non nascosti sotto gonne a balze; secondo, non avevo il punto vita, dunque inutile che mi infilassi abiti avvitati e cappottini ladylike; terzo, i jeans che avevo smesso di indossare a favore di abitini e gonnelline erano non solo il mio maggior alleato, ma mi stavano improvvisamente benissimo. Il solo problema è che la mia testa era ancora tarata sui look iperfemminili consigliati a pere e clessidre, il mio guardaroba era tarato sulle gonne a ruota e le camicette  bon ton e io stessa mi sentivo così, una ragazzina femminile, una bambolina in crinoline e cerchietto. Non mi son mai messa né crinoline né cerchietto, ma capite comunque cosa intendo, vero? Il mio stile non rispecchiava il mio corpo. Il mio fumetto preferito era Nana e io ero innamorata letteralmente degli abiti di Hachiko. Roba che una mela deve star lontana anni luce da quei capi come Sheldon Cooper dagli speed date.

Pian piano ho cambiato il mio stile, senza abbandonare una punta di femminilità. Ovvio, ora come ora l’idea di rimettermi la mia ex gonna preferita (a ruota corta rosa e grigia con fiocco sul retro) mi orripila, perchè so che per quanto sia bella è anche inadatta a me, al mio corpo. Il fatto è che per arrivare a questa consapevolezza ci ho messo un bel po’ di tempo e non tutte hanno questa fortuna: alcune ragazze non si sentono rispecchiate dallo stile che meglio si accorda con la loro forma del corpo, perchè corpo e gusto sono due cose molto diverse. E infatti ci sono rettangolo innamorate degli abiti anni ’50, pere che adorano lo stile di Cara Delevingne, mele che amano gli abiti a portafoglio, e così via. Cosa fare nel caso in cui il nostro corpo non corrisponde all’idea di di stile che ci rispecchierebbe? Non è un problemino da niente; già immagino una ragazza amante del rock costretta a mettere gonne a ruota e una novella Bree Van de Kamp costretta a giacche dritte e jeans. La cosa migliore è non lottare contro il proprio corpo né contro il proprio stile: trovare quindi un compromesso fra ciò che amiamo e ciò che dovremmo amare, assecondando le nostre forme e poi riadattando l’abito che ci sta bene facendolo virare verso l’abito che ci piacerebbe indossare.

Ricordate quello che avevamo detto sulle ragazze rettangolo che amano lo stile bon ton e che devono dunque usare piccoli stratagemmi per apparire femminili anche se senza curve? Nel caso di Cristina, il problema è opposto. Vediamo come ovviarvi. Per prima cosa, partiamo dal capo più odiato: la gonna a ruota. Il capo alleato delle pere e delle clessidre, richiama ambientazioni romantiche che poco si accordano con lo stile di Cristina, più aggressivo e contemporaneo. Come conciliare le due cose? Innanzitutto, accorciando la gonna: una gonna ruota sotto il ginocchio fa subito signorina per bene (e per quanto bellissimo, questo non è l’effetto che vogliamo ottenere!). Un secondo accorgimento è di evitare i colori pastello, scegliere quindi gonne a ruota grige, nere o borgogna (i tre colori invernali “modaioli” di questi ultimi anni). Il terzo e più importante consiglio è scegliere il tessuto giusto per svecchiare e de-romanticizzare la gonna a ruota: in quest’ultimo periodo ti viene in aiuto la moda del neoprene. Questo tessuto, rigido e assolutamente contemporaneo, rende le gonne a ruota naturalmente sagomate e, se abbinato nel modo giusto con accessori minimal, dà un carattere contemporaneo tanto quando uno skinny in pelle nera con maglione cozy. Per le pere, bellissimo con il crop top, ma se la pera è particolarmente magra e alta non è male neanche con una maglia oversize, una felpa, una t-shirt (infilata dentro, in questo caso); se ci si rende conto che la figura è troppo infagottata, basta stringere una cinturina sottile attorno al punto vita, lasciando che la parte alta rimanga morbida: non è necessario infatti che in questo stile si badi troppo ad avere abiti attillati. Il tutto renderà la gonna ruota molto poco romantica e ladylike e virerà invece verso lo sporty chic contemporaneo, adatto al giorno con scarpe basse (anche da ginnastica!) e alla sera con i tacchi.

 

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Un look più pratico si ottiene invece con il jeans: svasato, a zampa, a palazzo. Non è solo lo skinny a essere contemporaneo, il grande ritorno dei jeans ampi sulle passerelle è cominciato l’anno scorso e non viene più relegato ad abbinamenti anni ’70. Al contrario. Anche qui, accessori minimal e bluse in colori base fanno il 90% del lavoro. Se la pancia è piatta, si può infilare la maglia all’interno dei jeans, ma anche lasciata fuori non è male, basta che cada dritta e non informe. Come sopra, una cinturina per segnare il punto vita laddove sparendo renda tozza la figura.

 

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Come detto, gli accessori sono tutto e danno carattere, oltre ad identificare subito lo stile. Microborse a tracolla, shopper in pelle, maxisciarpe avvolgenti, cuffie nere, pochi gioielli e niente pietre luccicanti, scarpe lisce e senza orpelli, preferibilmente nere.

E voi? Il vostro corpo si accorda col vostro stile?

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