Come scegliere l’abito da sposa

Ciao Sara! Mi chiamo Lavinia, ho 34 anni, e grazie a voi ho scoperto che sono una pera abbastanza normale, fianchi taglia 46 e vita 44, quindi direi che non noto una sproporzione così eccessiva. Ho scoperto il tuo blog da poco e quello di Anna da poco più, e li trovo entrambi semplicemente incantevoli: utili, freschi, simpatici, democratici! Nessuno credo parli di moda come fate voi, con analisi critiche e tono scanzonato. Vi adoro! Ti scrivo sperando mi risponderai, dato che vago proprio nel buio; il mio compagno, dopo anni di convivenza, mi ha fatto una splendida sorpresa: ho trovato un bell’anello come regalo del mio ultimo compleanno! A parte la felicità iniziale e l’emozione, ho iniziato a pensare al lato pratico e non nascondo che ho un grosso punto di domanda che mi svolazza in testa. Che abito da sposa può star bene a una come me? Ho imparato tante cose dai vostri blog ma non ho visto nulla sulle spose. Esistono altre regole? Bisogna tenere conto delle stesse indicazioni? Lo so che la scelta dell’abito è “emozionale” ma vorrei sapere almeno su quale forma orientarmi… Puoi darmi una mano?
Lavinia

Metto subito le mani avanti: sono una donna abbastanza atipica, di abiti da sposa non so nulla. Il matrimonio mi piace da pazzi quando è quello degli altri, la sola idea di mettermi a scegliere fra le mille sfumature di bianco per la tovaglia abbinata ai fiori del centrotavola mi fa venire bolle rosse sulle braccia, mi chiedo sempre se è davvero così necessario decidere nazisticamente chi debba sedere a quale tavolo affianco a chi mangiando cosa, storco il naso davanti alle bomboniere che già nella scatolina sulla mensola del negozio sono lì a prender polvere, mi sconvolgo che qualcuno debba pure assaggiare la torta prima di sceglierla (c’è davvero chi deve provare le altre per capire che la Millefoglie vince su tutto?!); insomma per quanto mi riguarda sposarsi è una sbatta pazzesca.

Da qui deriva la mia assoluta ignoranza in materia di abiti da sposa, non capisco proprio perchè spendere millemila paperdollari per un abito che indosseremo massimo massimo 12 ore; per quanto mi riguarda, con lo stesso budget io mi regalerò un abito bianco firmato (Valentino, sarai mio!) che poi userò forever. In un atelier da sposa non ci metterò mai piede, se non per accompagnare qualcuno (accompagnare a fare shopping, lo faccio sempre volentieri!) o per provare un abito-meringa-gipsy e sentire che effetto fa camminare con chilometri di gonna incorporata. Stop. Ma dato che Lavinia ha bisogno di me e ha lanciato il bat-segnale in cielo, una volta per tutte studierò la questione e selezionerò un po’ di abiti da sposa per voi, forma per forma. Colgo questa occasione per rispondere anche alle future richieste e a quelle passate, dato che l’idea in fin dei conti non è così di nicchia e credo che prima o tutte, volente o nolente, per noi o per altri, dovremo aver a che fare con il famigerato Abitobianco. Quindi vediamo l’abito giusto, forma per forma. (Disclaimer: onde evitare orde impazzite e rabbiose di spose che mi dicono “io non mi sono affatto attenuta a queste regole ed ero FA-VO-LO-SA”, metto le mani avanti e dico che sì, la scelta dell’abito non viene da un insieme di regole ma da quel qualcosa che ti fa piangere come una fontana davanti allo specchio mentre Randy ti dice “è questo l’abito gggiusto?”; per cui spose di tutto il mondo voi eravate bellissime a priori, non leggete queste regole e vi scongiuro non insultatemi nei commenti).

Pera: l’abito perfetto per la pera è quello classico, con la linea ad A. Punto vita segnato, corpetto rigido (senza spalline per chi ha già la spalla larga, con scollo a barchetta per chi invece vuole ampliarle visivamente), gonna ampia e liscia senza arricciature strane. Mettere in risalto la schiena mi pare un’ottima idea, dato che solitamente le pere ce l’hanno tonica e magra. Molto bella l’idea della gonna in tulle che rimane rigida da sé, sceglietela però con forma a trapezio e non a campana (vi ricordo che non siamo più negli anni ’80 da almeno 30 anni). Vietate invece le gonne “flosce”, che sarebbero impietose sui vostri fianchi.

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Clessidra: Per la clessidra magra o poco formosa (con seno non superiore alla terza coppa C) che vuole avere un look romantico, è possibile seguire i suggerimenti dati alle pere. La clessidra classica o formosa potrà puntare su questo tipo di modello, ma con l’accorgimento di scegliere un bustino più accollato e rigido, con le spalline, in grado di sostenere il peso del seno; attenzione però: un bustino stretto terrà il seno al suo posto, ma potrebbe creare problemi e antiestetismi nella parte posteriore, dato che andrà a strizzare una schiena non magra. Meglio quindi puntare su un bustino con le maniche o spalline, in modo da indossare senza problemi il reggiseno. Dato che la parte alta e la parte bassa della clessidra sono armoniche, non sarà necessario adottare una gonna a ruota, ma andrà bene anche una gonna che si appoggia ai fianchi e scende ampia. Se volete un abito supersexy e vi piace il genere, ricordate che la clessidra è l’unica forma che indipendentemente dalla taglia può permettersi d’indossare un abito a sirena.

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Triangolo invertito: la linea che più si adatta a questa forma è certamente l’impero: il seno è ben sostenuto dal corpetto (il migliore scollo è all’americana) e la gonna scivola giù dritta sottolineando le gambe lunghe e slanciate e la pancia piatta. Importante vivacizzare la gonna con tessuti leggeri ma variegati come il pizzo, balze e cristalli; molto bella l’idea di sottolineare la vita alta con una cintura a contrasto. Se il seno è abbondante, le spalline saranno quasi d’obbligo per nascondere il reggiseno.

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Mela: se il seno della mela è abbondante, può prendere ispirazione dagli abiti delle triangolo invertito e optare per un bell’abito a impero con corpetto rigido. Se invece il seno è più piccolo, meglio optare per un abito dritto, con il punto vita leggermente segnato che eviti l’effetto tubo. Una mela a 8 trarrà il massimo giovamento da questo tipo di vestito e può anche pensare di sottolineare ulteriormente la vita con una cinta a contrasto. In entrambi i casi, i tessuti devono sempre essere leggeri, impalpabili, femminili, che scivolano sul corpo; meglio lasciar perdere tessuti troppo rigidi che correrebbero il rischio di fasciare troppo il corpo, sottolineando l’assenza del punto vita. Per vivacizzare la figura nella parte posteriore, un’ottima idea sono fiocchi e decori che creino volume e minimizzino il sedere piatto.

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Rettangolo: ho lasciato questa forma per ultima perchè per quanto riguarda gli abiti da sposa può prendere ispirazione praticamente da tutte le altre forme, con alcuni accorgimenti. Eccoli spiegati foto per foto. Per quanto riguarda la linea ad A, è importante che la gonna sia gonfia e rigida e il corpetto abbastanza accollato: se fosse troppo scollato o avesse la scollatura a cuore, l’assenza di seno sarebbe troppo evidente.  Deve optare per un abito strutturato (ossia dal tessuto molto rigido, quasi una scultura) che le modelli il corpo e crei volume. Se vuole optare per la linea ad impero o dritta, il corpetto non deve essere rigido ma morbido, decorato, con spalline particolari (il monospalla è un’ottima idea). Un abito dritto sarà una scelta felice ma attenzione a sceglierlo troppo semplice: si rischia l’effetto bidimensionale. Come la mela, anche la rettangolo dovrà buttarsi su tessuti particolari, che creino volume e non fascino troppo il corpo, svelandone l’assenza di forme. Assolutamente sconsigliato l’abito a sirena: esige una silouette femminile impeccabile che solo le clessidre hanno. Per vivacizzare un po’ la figura, una soluzione non convenzionale è la scelta dell’abito corto (ovviamente solo se la sposa non sogna di essere, per quel giorno, Barbie Principessa delle Fate da quando ha facoltà di pensiero). In generale, il fisico della rettangolo (e della mela magra e poco formosa) le suggerirebbe di buttarsi sugli abiti più strani e particolari in circolazione, dato che sono pensati esclusivamente per la sua forma; al contrario, quelli più classici, venendo dal passato, esaltano molto di più i fisici formosi e femminili, come la pera e la clessidra.

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PS. A chiunque si sposerà e vorrà invitarmi: giuro che se scegliete la meringata NON VENGO. No anzi, vengo vestita come Anna Dello Russo.

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