Oscar 2018: mo’ faccio anche io le pagelle

Ammetto che a me degli Oscar tendenzialmente interessa poco. Vincono sempre i film che io bò non premierei. Inoltre l’unica maratona fino a notte fonda che io possa concepire è quella di Stranger Things, inoltre, e la notte degli Oscar number 90 stavo guardando i risultati delle elezioni in Italia. Quindi sì, mi sveglio tardi a dare le pagelle ai vestiti di quest’anno perché li ho visti solo stamattina. Sempre sul pezzo. Ah, ho deciso di fare questo articolo perché alla fin fine i vestiti che non possiamo permetterci ci piacciono sempre di più di quelli di Zara; ragion per cui io guardo le stories della gente famosa in giro per il mondo e li adoro, mannaggia a loro e alla loro piscina a sfioro sul pacifico. Ma comunque.

Partiamo con ordine (l’ordine lo ha dato Vogue, da cui ho preso queste immagini) (sono così pigra che i titoli sono copiaincollati dal loro sito):

Lupita Nyong’o in Atelier Versace – che vuoi dire a una che agli Oscar va vestita da statuetta degli Oscar? E che rimane comunque fighissima? Niente appunto. Voto: 10.

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Emily Blunt in Schiaparelli Haute Couture: io con Emily Blunt ho sempre avuto un problema; la vedo, la registro, la cancello. Ogni volta è: chi? Ma è un limite mio. Comunque perché mettere un collo dolcevita con spalline se hai il collo di 0,12 cm?  Voto: no.

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Meryl Streep in Christian Dior Haute Couture: molti hanno gridato al miracolo, per me bà. Senza infamia senza lode. Senza la gonna sotto, potrebbe essere tranquillamente un maglioncino rossa di Zara. Voto: mhé.

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Danai Gurira in Gabriela Hearst: oh, il vestito potrebbe tranquillamente essere uno splendido Forrester d’annata. Sta di fatto che su di lei sembra lo space shuttle. O sono io? Voto: NASA.Schermata 2018-03-07 alle 16.30.16

Haley Bennett in Christian Dior: avevano finito la stoffa e hanno riciclato un rotolo di erba sintetica. Voto: 10 per la sfida di creatività. Molto meno per il risultato. Ma va annaffiato?

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Sally Hawkins in Armani Privé: Un saio argentato in pratica. Ready for una biopic sulla vita di santa Chiara. Voto: gli anni ’80 ci hanno asciugato.

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Molly Sims in Naeem Khan: per me è *adoro* perché sogno di mostrare le tette in questo modo elegante da sempre, quindi qualsiasi abito con questo tipo di scollatura è promosso in automatico. Voto: tette eleganti.

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Nicole Kidman in Armani Privé: se Randy Fenoli vede uno scollo a cuore del genere e quel fiocco moscio, ribalta sicuro tutto il reparto di sartoria di Kleinfeld. E c’ha ragione. Voto: Randy Fenoli ha sempre ragione.

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Violetta Komyshan in Tom Ford: così le mie compagne di classe alle medie  ci andavano vestite a danza nel periodo hiphop funk. Voto: ok per la zumba.

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Leslie Mann in Zac Posen Resort: adorable anche se sembra la mia Barbie quando le facevo gli abiti arrotolandola nella carta di Natale. Ma questo perché ho sempre avuto molto gusto con le mie Barbie. Voto: da Oscar.

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Emma Stone in Louis Vuitton: pota, a me PIACE. Ma di BRUTTO. Voto: hai vinto tu.

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Jennifer Lawrence in Christian Dior: Qualsiasi cosa si metta questa donna è perfezione. Adoro tutto. Voto: 10 +

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Gal Gadot in Givenchy: in virtù della mia assoluta predilezione per gli anni ’20, ecco, così è come mi vestirei io a ogni serata in pizzeria se non portassi la terza. Voto: 10 ++.

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Saoirse Ronan in Calvin Klein: io ci vedo un grissino avvolto in una fetta di prosciutto. Sarà che ho fame. Voto: go vegan.

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Greta Gerwig in Rodarte: ma il giallo con la tua carnagione, perché?! Voto: perché?!

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Margot Robbie in Chanel Haute Couture: lei è stragnocca, l’abito è strafigo, ma insieme mhè; proverò a fare un commento tecnico: troppi spigoli. Sembra una scatoletta di tachipirina. Voto: per me è no.

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Jennifer Garner in Atelier Versace: mi ricorda un sacco quegli infiniti dress che si trovano a 12 euro su ebay. Voto: cheap.

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Zendaya in Giambattista Valli Haute Couture: così, a piedi nudi sulla sabbia al tramonto. Adoro tutto. Voto: adoro tutto.

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Camila Alves in Vivienne Westwood: ma è appena scappata dall’altare? Voto: non era un matrimonio.

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Viola Davis in Michael Kors Collection: niente di che, ma almeno la valorizza; cosa che non è proprio scontatissima se contiamo come la conciano in “How to get away with murder”. Voto: almeno la valorizza.

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Lesley Manville in Anna Valentine: eterea, sofisticata, regale, elegantissima e non banale. Forse la migliore. Voto: fuori lega.

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Salma Hayek in Gucci: no vabbè, la Laurito. Voto: la Laurito.

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Laura Dern in Calvin Klein: adorata in “Big little lies”, qui è davvero spettacolare. Sembra una diva di altri tempi. Voto: 10.

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Paz Vega in Christopher Bu: abito stranissimo che a me piace. Voto: un tipo.

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Whoopi Goldberg in Christian Siriano: lei è fuori categoria; non è bella o brutta, lei è Whoopi. Voto: Whoopi!

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Allison Janney in Reem Acra: sì, bellissima, ma a me il rosso Ferrari convince sempre poco. Voto: vorrei vederlo in altri colori, lo avete?

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