I capi-chiave della P/E 2017

Ciao Sara, sono Annalisa, abbiamo fatto una consulenza online qualche mese fa! Ti ringrazio ancora di tutto! Colgo l’occasione anche per porti una questione “di mantenimento” del mio guardaroba: hai qualche idea su cosa comprare per questa primavera? Sto guardandomi attorno ma la paura di sbagliare c’è ancora. Non escludo che ti ricontatterò, ovviamente, ma per ora volevo sapere se puoi dare qualche dritta su qualche capo “modaiolo” ma anche “facile”; come ti avevo già accennato nella prima mail mi piace l’idea di essere appunto alla moda ma senza strafare. Grazie mille se mi risponderai e a presto! 
Annalisa

Da qualche tempo a questa parte sono molto attenta a quello che c’è in vetrina, a cosa propone lo streetstyle e a cosa mettono nei loro servizi le “riviste da femmina”; no, non sono stata presa ad uno stage con Miranda Priestly e no, non mi ha colta la Sindrome di Chiara Ferragni (state tranquille). Semplicemente ho iniziato a cucire da sola i miei capi. Quando devi scegliere la stoffa, perdere ore in taglio e cucito e molto di più nei dettagli, bè, vuoi appendere nell’armadio qualcosa di ben fatto e che possibilmente userai un po’ più di 2 volte. Quindi rifletti molto bene se sia il caso di farsi un paio di pantaloni culotte rosa ciclamino: E lo stesso vale per il taglio dell’abito: devi per forza pensare a qualcosa che ti valorizzi e che ti piaccia, ma soprattutto che possa essere portato anche tra qualche anno! Per questo ho pensato ad un corso (qui) rivolto proprio a coloro che lavorano come sarte o sono clienti assidue di sarte: l’abito va pensato con cura, non è assolutamente paragonabile ad un acquisto compulsavo e impulsivo da Zara o su Yoox! (Il corso è al completo, ma non temete: ne organizzerò altri in futuro!)

Questo l’ho capito proprio facendomi i miei abiti e sbagliando: ho terminato un cappotto che mi sta bene come colore e come forma, ma il taglio è dritto e non io non amo i tagli dritti. Nello zelo armocromatico e di forma del corpo, ho scordato il mio gusto personale! Quindi ora faccio un lavoro di ricerca molto più rigoroso, cercando di ricordare cosa mi piace, cosa va di moda (dopotutto, molti spunti sono carini e non c’è nulla di male a sperimentare) e cosa mi dona. Difficile, vero? Sicuramente sì, ma questo mi dà modo di riflettere veramente su cosa entrerà nel mio armadio.
Ecco i capi che ho scelto di confezionarmi o acquistare (perché sulle camice perdonatemi ma vince la pigrizia) per questa P/E.

Camicia maschile: trovata azzurra a righine bianche da Zara Uomo in super saldo, presa senza pensarci più di tanto. Dato che sui fianchi non si chiude (sono mela ma ho più fianchi e sedere di un uomo, almeno questo mi sia concesso!) la uso con sotto una blusa smaccata in seta bianca. Con jeans a sigaretta e borsa a spalla stile longchamp è praticamente la mia divisa-pigra giorno.

 

Caftano in lino: sì vabbè lo so, sono l’unica sulla faccia della terra a non avere ancora in armadio un caftano bianco. Lapidatemi. E’ che io sono teenager inside quando si tratta di estate e spesso metto blusa e pantaloncini di jeans e ciao. Ma quest’anno mi accorgo di non avere più 15 anni e giuro che ascolto MartaMarzotto e metto il caftano. Già l’evoluzione era iniziata qualche anno fa quando avevo deciso di mettermi una camicia lunga di H&M sopra il costume, per poi passare dalla spiaggia all’aperitivo. Datemi tempo. Son cose brutte da metabolizzare, quelle dell’invecchiamento!

 

Spalle scoperte: ormai lo sanno anche i muri che dobbiamo metterci a spalle scoperte, ci hanno triturato le ovaie con le spalle scoperte, Zara propone solo spalle scoperte, e insomma scopriamoci ‘ste spalle. A onor del vero io ho già realizzato una maglia in garza di cotone e un abito in sangallo con le spalle scoperte, quindi non è proprio una novità. Ma quest’anno faccio l’upgrade e lo oso anche in un abito in seta lucida blu petrolio da usare di sera.
Comunque son sempre molto belli anche di giorno e in vacanza, eh.

 

Stampa Vichy: è roba dell’anno scorso, ma io ho dovuto processarla. La stampa vichy infatti era quella del mio grembiulino dell’asilo. Però adesso ho preso coraggio e mi ci sono fatta una blusa da usare con i pantaloni bianchi. Un abito intero no, quello non ce la farei: i traumi dell’asilo sono sempre dietro l’angolo, per me.

 

Rouches: a ‘sto giro mi sento discreta e quindi le oso solo sulle maniche.

 

T-shirt ricamata: vi siete spaventate, vero? Già mi immaginate con la maglietta con su la tigrozza ricamata. No. Anche perché le mie capacità da ricamatrice sono bloccate al quadretto in tela aida con le oche (mai finite, poracce…). Intendo le piccole scritte o i disegni semplici semplici.

 

 

Avete già scelto i vostri capi chiave per la bella stagione? Se sì, quali sono?

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