Cosa ci metteremo quest’anno (2017 edition)

“Ciao Sara, ma lo fai ancora il post sulle tendenze?! Io lo aspetto ogni cambio di stagione!”; “Ciao, Sara, ho visto che non hai ancora fatto il post sulle tue letture da femmina…”; “Ciao, io senza la rubrica cose orribili che ci sono su Elle non riesco ad affrontare l’anno nuovo”; e così via. Stavolta non ho potuto trovare una sola mail di richieste perché mi sono ritrovata a ricevere questi messaggi (privati, via mail, tra commenti vari) e quindi ecco, li ho pressapoco riassunti e possiamo quindi iniziare!

Cosa ci metteremo quest’anno o meglio cosa ci propineranno quest’anno, chi mi segue lo sa, è una specie di rubrica (a cadenza ad libitum perché sono ariete e se sento la parola “programmare” inizio a riempirmi di verruche) che racchiude tutte le mirabolanti proposte moda della nuova stagione, prese dalla mia sagace ricerca in internet su blog non nostrani e dalle pagine di Elle (che quest’anno ha deciso di praticamente regalarmi l’abbonamento; l’ha fatto sicuramente perché a campione ogni tot anni le donne dai 25 ai 60 ricevono questa mirabolante offerta di “sette riviste a 5 euro”, ma a me piace pensare che Elle mi legga e Elle mi ami! Grazie Elle!). Si parla di trend moda che vedremo, talvolta useremo, talvolta aborriremo ma comunque useremo, talvolta ameremo e compreremo ma mai indosseremo, talvolta ci faranno schifo e basta, ma in ogni caso Zara ce li proporrà comunque dunque è bene stare all’erta, conoscerli e in caso sapere se e come evitarli. Perché il nemico va conosciuto, sempre. Ecco dunque un elenco di inspo e contro-inspo da tenere come vademecum quando, davanti ai super sconti Zara tutto al -80% (gli unici a cui partecipo attivamente), saremo attratte dal velluto viola anche se non siamo della famiglia Cullen. Va da sé, laddove ci siano possibilità di portabilità, verrà indicata la forma a cui il capo dona.

 

Ricami barocchi: quella che le fashion blogger vere chiamano embroidrey e che in sostanza significa ricamare il ricavabile con grossi o piccoli disegni un po’ kitch, un po’ tappezzeria, un po’ 90s. E’ la digievoluzione delle stampe, che stavolta sono ricamate su maglie, felpe, bomber, cappotti, maglioni, cuffie, anche scarpe e borse volendo. La bella notizia è che se siete anche solo un minimo abili con ago e filo e da piccole anche voi eravate riposte dalla nonna davanti alla finestra a ricamare su tela Aida quadretti a punto croce per cui non vi sentivate assolutamente portate (al contrario della vostra sorella modello-Penelope), ecco, se tutto questo è accaduto anche a voi allora potete buttarvi nelle decorazioni più semplici e simpatiche. Se invece eravate arrivate allo step punto pieno, punto erba e punto piatto, potete anche lanciarvi su ricami elaborati. Io no, perché gli step li ho fatti tutti, prima che mia nonna chiamasse la resa.  A tutte le presine immolate alla causa: il mio pensiero va a voi.
Si abbina a più stili: con tulle e pizzo è romantico, con jeans e t-shirt casual, su felpe e bomber sport-chic. Amanti del minimal astenersi.

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Camicie: la camicia bianca non passa mai di moda, quindi dove sta la novità? Nel taglio, ovvio. Camicie con manica alla Lady Oscar, camicie con rouches aerospaziali, camicie con moltissima stoffa in avanzo, camicie off the shoulder, camicie ovviamente ricamate, camicie con colletti strapetaurici (vedi sotto), camicie con fiocchi, camicie da brava scolaretta e da fuga con il di lui guardaroba dopo una tresca il sabato sera. Insomma, non sarà l’anno delle bluse. La camicia dona moltissimo a quelle figure senza curve e senza evidenti sproporzioni (mele, rettangolo) discretamente magre. Nulla vieta però di inserire una camicia senza troppi volumi in una gonna a ruota o in pantaloni a vita alta. A ciascuna la sua camicia (guardate cosa dice Anna Venere qui), basta che sia femminile. L’era delle camiciole tristi e larghe da impiegata di banca è finalmente finita.
Io mi darò alle maniche giganti, sappiatelo.

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Colletti strapetaurici di Lazzari: quando non so esprimere la mia meraviglia davanti a qualcosa di assolutamente bello e fuori dal comune, o invento parole sulla base di un loro effetto onomatopeutico o le prendo a prestito da alcune lingue a me conosciute (o non). La parola strapetaurico non esiste. Volevo chiamarli colletti WUNDERBAR! ma non rende bene sulla pagina scritta (e non era decisamente d’uopo che io vi facessi un video in cui grido “wundeeeeeeerbaaaaaar!!!” aprendo le braccia e sprizzando unicorni da ogni poro). Per il resto del mondo, sono colletti Vivetta (i cui colletti costano anche 150 euro, solo i colletti, facciamoci 150 minuti di risate). Io me ne sono innamorata appena li ho intravisti da Lazzari e ho quasi fatto un mutuo per comprare un abito con colletto balena; però poi sono scesa nel mondo reale dove una donna senza punto vita, coppa 3C e spalle larghe e dritte non è proprio esaltata da due balene appese al collo. Pere e rettangolo, ma in generale tutte quelle donne che vogliono ampliare la loro parte superiore e non sono penalizzate da capi accollati, questo è il trend per voi. Abusate di balene al posto mio.

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Passiamo ora all’ammerda.

Bralette: ovvero il prodotto malato di un reggiseno che si accoppia ad un crop top. Come si porta? Delicatissssssimo occhieggiante sotto una giacca o un maglione scollati. A chi dona? A Rihanna.

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Bomber: cioè gli anni ’90, cioè il Male. Credevamo di essercene liberati per sempre quando i cappottini hanno invaso le vetrine e invece qualche sadico Mugato ce li riporta in versione lucida, oversize, ingioiellata, ebroiderata e stampata. Cioè io in tuta Gazelle acetata durante le ore di educazione fisica, cioè il Male.

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Piumino oversize: quando ero all’università la mia compagna di stanza è stata testimone dell’invenzione che avrebbe cambiato il corso della Storia per sempre, ossia il letto con le ruote che si guida da solo come le Google Car, da me invocata a più riprese quando la sveglia suonava, io ero sotto il piumino e fuori facevano -3 gradi di sola umidità (chi vive a Padova sa di che parlo). Insomma, non l’ho mai brevettato ma l’idea alla base di questo trend è la stessa. La vedremo solo sulle amazing pagine di Elle e fuori dalle sfilate durante la Milano Fashion Week, tranquille.

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Calze a rete: non le sentivo nominare dai peggiori night di Bangkok dove ti vendono il Viagra di contrabbando. Con i mocassini pelosi, poi, wow.

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Pantaloni scampanati però crop: no, non i culotte. Proprio quelli a zampa anni ’70 ma che terminano sopra il malleolo. Utilità? Bò. Regalare un giubilare quarto d’ora al tuo futuro figlio adolescente quando ti chiederà giulivo “ma madre come potevate vestirvi così?!”.

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Resistono dall’anno scorso i pantaloni culotte e gli acqua-in-casa in generale (che mi piacciono perché mi slanciano); le sneakers ma non multicolori (ora siamo al bianco e nude) (e anche queste mi piacciono); il tacco basso e quadrato da educanda (che mi piace solo perché quelli alti proprio non posso); il colore nero (sì giuro un intero servizio di Elle sul fatto che il colore nero va un casino quest’anno; mi chiedo se lo copianoincollano ogni anno cambiando le date e qualche fotografia. Mà.), gli stivali over the knee (solo per poche).

Che ne pensate? Innamorate di qualcosa?!

 

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