Come indossare la blusa off the shoulder (mele e rettangolo)

Gentile Sara, sono una donna quasi tua coetanea che ha scoperto il tuo blog ahimè troppo tardi: quasi sicuramente sono una pera senza troppa sproporzione, non sai quanti patemi mi avrebbe risparmiato conoscere te e Anna Venere anni fa! Ero una di quelle che odiava i propri fianchi e vedevo ovunque donne magre e con le cosce piccole; ma succede solo a me di vedere ovunque donne che i miei difetti non li hanno? Beate loro! Mi sono sempre un po’ nascosta, un po’ colpevolizzata anche per il mio essere così “petite” (1,58) che mi rende bambina, con i fiancotti e poco seno. Mi guardo allo specchio e non mi vedo proprio bellissima. Adesso grazie al vostro lavoro capisco che moltissime donne sono come me o condividiono problemi simili ai miei e soprattutto so che posso amare la moda anche se non sono una modella! Ho deciso quest’anno di “fregarmene” delle etichette imposte e di buttarmi su quello che mi piace nei negozi, anche se non sta molto bene con la mia forma; non penso ai miei fianchi ma all’abito che ho addosso e credo che anche io ho il diritto di portarlo! E’ una conquista per cui vi ringrazio!
A tale proposito vorrei esprimerti un dubbio che ho avuto; mi piacciono molto le maglie che vedo adesso nei negozi, che lasciano scoperte le spalle, ma ricordo che quando ero giovane erano di moda ma in versione un po’ gipsy; che devo ammetterlo non mi fa impazzire. Vorrei portarle ma non voglio neanche sembrare troppo figlia dei fiori (uno stile che non mi si addice). Esiste un modo contemporaneo (di sicuro esiste, altrimenti non le avrebbero proposte gli stilisti!) di usarle? Se sì, potresti darmi una mano? Non dirmi che per noi pere queste maglie sono sconsigliate perchè ci ho già pensato anche io ma come ti ho detto se amo qualcosa tendo a “passare in secondo piano” la mia forma! Scusa per il lunghissimo papiro, spero mi risponderai, altrimenti grazie comunque e complimenti per il blog!
Deborah

Mentre vi scrivo questo post, fuori diluvia. Non intendo che piove un po’, no, intendo che proprio diluvia a secchiate con tanto di tuoni da film horror, fulmini chilometrici e grandine. Solo che due ore fa splendeva il sole, stamattina indossavo un abitino corto in seta e sandali, il termometro della farmacia davanti al lavoro segnava +29° e parlavo con la mia collega del fatto che finalmente l’estate è arrivata. Clima bipolare, se devo proprio affrontarti esigo il potere del cristallo dell’armadio bipolare; io da sola a passare dal cappottino alle infradito in mezza giornata non ce la faccio proprio. Quindi, mi sono fatta un té, ho preso una fetta di torta al limone e adesso sto scrivendo mentre osservo sospirando le mie magliettine off-the-shoulder usate una sola volta da quando le ho confezionate a fine aprile. Clima crudele! Un guardaroba così vasto inutilizzato!

Devo ammettere che i capi che mi manca indossare per ora sono proprio loro: le bluse che lasciano scoperte le spalle. Anche io sono stata ggggiovine negli anni ’90 early 2000 e le ricordo bene e sì, confermo che nella dicotomia manichea che divideva il mondo in “fighetti” e “sballoni” queste erano sicuramente parte integrante del guardaroba sballone (insieme alle gonne lunghe colorate, le borse a tracolla militari e i capelli raccolti tipo ananas). Qualsiasi giovane giocoliera che si dilettava nell’arte sofisticata di far girare le palle con nastri colorati in qualsiasi spiazzo le si presentasse, anche il cortile del liceo in cui si cercava requie tra una versione di greco e una versione di latino, doveva avere queste maglie gitane. Altrimenti era out. Dunque quando ho letto per la prima volta su una rivista da femmine che quest’estate saremmo state tutte a spalle scoperte ho avuto un moto di terrore medievale al solo prefigurarmi il ritorno delle palle coi nastri che giravano e delle gonne indiane spazzamarciapiede. (Non sono vecchia, è che le palle coi nastri mi hanno traumatizzata come neanche Alex in “Arancia Meccanica”). In realtà quando poi ho visto le fotografie sia su siti di streetstyle, sia sui blog di moda, sia sul sito di Zara – che è la mia cartina tornasole di quello che va davvero di moda e quello che invece va di moda solo su Elle – mi sono rasserenata e mi son detta “ma guarda un po’, potrei quasi quasi metterle anche io”. E da lì, la voragine senza ritorno.

Ho rispolverato l’abitino in cotone bianco che mi ero fatta l’anno scorso, mi sono fatta un’altra blusa giallo pastello e ho in progetto di rimettere a nuovo una camicia maschile per non lasciare 50 euro a Zara per una semplice camicia con l’elastico al posto del colletto. Non so quando e se mi fermerò, sta di fatto che ho coperto l’eleganza di questo capo, il suo carattere sensuale ma mai volgare, il fatto che posso usarlo sia di giorno sia di sera ad una cena e soprattutto che sarò perfetta al mare con i miei shorts morbidi, il costume e il cappello di paglia. E’ un modo per galvanizzarmi dato che, visti i miliardi di impegni di quest’estate, probabilmente il mare lo vedrò in cartolina. Pensieri cupi a parte, è splendido aver scoperto che un capo che non avrei indossato neanche sotto tortura negli oscuri early 2000 adesso è stato finalmente tolto da quella sia aura malefica e i suoi pregi possono essere goduti da tutti noi. Il primo pregio di questa blusa, come detto, è la sensualità easy chic, cosa che pochissimi capi riescono a conferire (un secondo pezzo base del mio guardaroba estivo è anche la camicia oversize, anche quella ha lo stesso adorabile spirito), il secondo pregio è la versatilità, che le permette di essere indossata di giorno, ad un aperitivo, per una cena, per un dopocena, per un after sulla spiaggia sotto le stelle stile estate Cornetto Sammontana, per il lavoro casual, per il vostro tempo libero. Difetti? Meglio che la evitino le donne con molto seno e spalle importanti, perchè amplia la parte superiore e non sta benissimo se usata con il reggiseno. Inoltre, nasconde il punto vita ed è quindi adatta a chi sul punto vita non ci punta molto. Bene invece per le mele, cui nasconde la pancia e permette di lasciare in primo piano le gambe; e per le rettangolo, che vengono “vivacizzate” da questo gioco di tagli e di volumi. Non la vedo così terribile neanche per le clessidre, a meno che il loro punto vita non sia per loro “vitale” (clessidre molto formose o con molto seno).

Veniamo adesso a come indossarla quest’estate. Sicuramente la prima regola per evitare l’effetto figlia dei fiori è puntare su tessuti maschili e colori neutri. Mi piace moltissimo come detto quella ad effetto camicia tagliata, magari in azzurro a righine bianche; ma non disdegno affatto anche quella total-white che però sicuramente finirei per sporcare col gelato, già lo so.

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Altro consiglio, abbinatela a pantaloni eleganti e non solo a microshorts sfilacciati e boyfriend jeans; molto bella, nella versione più attillata, con i pantaloni culottes, mentre la trovo davvero elegante con un paio di semplici pantaloni neri dritti e scarpa rasoterra o tacchi a seconda dell’occasione. In questo modo vi diventerà un capo adatto anche ad occasioni meno casual, come il lavoro o una cena.

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E chi ama l‘effetto figlia dei fiori che deve fare, rintanarsi in una caverna buia con un cilicio? No, la moda ha pensato anche a voi riempiendo i negozi di flare jeans, sandali e accessori boho e borse in cuoio o suade. Mixate tutto insieme, magari scegliendo il vostro top off the shoulder in sangallo o in pizzo macramé per rievocare lo spirito anni ’70 in tutta la loro gloria!

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Ma… aspetta. Pere e clessidre l’off the shoulder devono proprio dimenticarselo? No, ovviamente, devono solo adottarlo in modo diverso, in tessuti diversi, con forme diverse e con abbinamenti decisamente diversi. Non temete, nel prossimo articolo parleremo esclusivamente di voi!